venerdì 13 luglio 2012

Dove andare in montagna?

Per chiunque voglia stare in montagna consiglio San Candido, un paesino di montagna. Ho alloggiato all' Helmhotel, hotel molto accogliente con camere molto confortevoli e spaziose. I bagni (anche pubblici) sempre molto puliti e il personale molto socievole. L'unico 'difetto', che è soggettivo, è il non trovarsi nel paese. Io apprezzo questo aspetto, ma non tutti. Comunque nello stesso hotel si possono affittare a basso prezzo biciclette (sia City Bike sia Mountain Bike, con o senza cammello, con o senza cestino, con o senza seggiolino), ma se volete una scelta più ampia sulle biciclette potete recarvi in paese da Papin Sport. Consiglio vivamente di percorrere la pista ciclabile S.Candido-Lienz, anche con i bambini. Nei 42 chilometri di pista ciclabili si trovano molti parchi per bambini e anche bar. Non è necessario fare avanti e indietro in bicicletta, perché con soli 5€ si prende il treno per tornare a San Candido.

martedì 26 giugno 2012

Frasi belle


Preferisco essere abbastanza matto per compiere delle pazzie, piuttosto che abbastanza stupido per credere a delle sciocchezze. (Andrea Mucciolo)

Il finto amico ti inviterà a fare un viaggio assieme a lui, dividendo le spese della benzina. Il vero amico, ti aiuterà invece a spingere la macchina, anche in salita, quando la benzina sarà finita. (Andrea Mucciolo)

La parola gratis non esiste, eccetto che nella fantasia dell’essere umano. Sono proprio le cose che sembrano gratis quelle che avranno il prezzo più alto da pagare. (Andrea Mucciolo)

Conquista te stesso, non il mondo. (René Descartes)

Bisogna sempre perdonare i propri nemici. 
Niente li infastidisce di più. (Oscar Wilde)
Ti criticheranno sempre, parleranno male di te 
e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere 
così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, 
la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: 
canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita 
prima che l’opera finisca senza applausi… (Charlie Chaplin)
Le decisioni sono un modo per definire se stessi. 
Sono il modo per dare vita e significato ai sogni. 
Sono il modo per farci diventare ciò che vogliamo. (Sergio Bambarén)
Se non puoi essere una via maestra, sii un sentiero. 
Se non puoi essere il sole, sii una stella. 
Sii sempre il meglio di ciò che sei. 

Martin Luther King
Non importa quanto si dà
ma quanto amore si mette nel dare.

Madre Teresa di Calcutta
Guarda le piccole cose 
perché un giorno ti volterai 
e capirai che erano grandi.

Jim Morrison
La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva.

Davide Hume
Quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano. 
Ma se non ci fosse quella goccia all'oceano mancherebbe.
Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, 
finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. 

Albert Einstein

Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia, 
ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime; 
ma poi ci sono giorni pieni d'amore che ci danno il coraggio
di andare avanti per tutti gli altri giorni.

Testo Payphone, Maroon 5


[Adam]
I'm at a payphone trying to call home
All of my change I spent on you
Where have the times gone baby
It's all wrong, where are the plans we made for two

Yeah, I, I know it's hard to remember
The people we used to be
It's even harder to picture
That you're not here next to me
You said it's too late to make it
But is it too late to try?
And in our time that you wasted
All of our bridges burned down
I've wasted my nights
You turned out the lights
Now I'm paralyzed
Still stuck in that time when we called it love
But even the sun sets in paradise

[Chorus]
I'm at a payphone trying to call home
All of my change I spent on you
Where have the times gone baby
It's all wrong, where are the plans we made for two?
If happy ever after did exist
I would still be holding you like this
All those fairytales are full of shit
One more fucking love song I'll be sick

You turned your back on tomorrow
Cause you forgot yesterday
I gave you my love to borrow
But you just gave it away
You can't expect me to be fine
I don't expect you to care
I know I’ve said it before
But all of our bridges burned down
I've wasted my nights
You turned out the lights
Now I'm paralyzed
Still stuck in that time when we called it love
But even the sun sets in paradise

[Chorus]
I'm at a payphone trying to call home
All of my change I've spent on you
Where have the times gone baby
It's all wrong, where are the plans we made for two?
If happy ever after did exist
I would still be holding you like this
And all those fairytales are full of shit
One more fucking love song I'll be sick

Now I'm at a payphone…

[Wiz Khalifa]
Man fuck that shit
I'll be out spending all this money while you sitting round
Wondering why it wasn't you who came up from nothing
Made it from the bottom
Now when you see me I'm stunning
And all of my cars start with the push up a button
Telling me the chances I blew up or whatever you call it
Switched the number to my phone
So you never could call it
Don't need my name on my show
You can tell it I'm ballin'
Swish, What a shame could have got picked
Had a really good game but you missed your last shot
So you talk about who you see at the top
Or what you could've saw
But sad to say it's over for
Phantom pulled up valet open doors
Wiz like go away, got what you was looking for
Now it’s me who they want
So you can go take that little piece of shit with you

[Adam]
[Chorus]
I'm at a payphone trying to call home
All of my change I spent on you
Where have the times gone baby
It's all wrong, where are the plans we made for two?
If happy ever after did exist
I would still be holding you like this
All those fairytales are full of shit
One more fucking love song I'll be sick

Now i'm at a payphone

venerdì 22 giugno 2012

Surrealismo, Salvator Dalì


SURREALISMO
Il surrealismo è un movimento culturale molto diffuso nella cultura del novecento che nasce in opposizione al Dadaismo. Il movimento ebbe come principale teorico il poeta André Breton, che fu influenzato dalla lettura de L'interpretazione dei sogni di Freud, fondatore della psicoanalisi, una delle principali correnti della moderna psicologia. Ha elaborato una teoria scientifica e filosofica, secondo la quale l'inconscio esercita influssi determinanti sul comportamento e sul pensiero umano. Dopo averlo letto Breton arrivò alla conclusione che era inaccettabile il fatto che il sogno (e l'inconscio) avesse avuto così poco spazio nella civiltà moderna e pensò quindi di fondare un nuovo movimento artistico e letterario in cui questi due elementi avessero un ruolo fondamentale. Nacque così il surrealismo. I surrealisti si avvalevano di diverse tecniche per far in modo di attivare il loro inconscio, una di queste è il cadavere squisito, tecnica basata sulla casualità e sulla coralità, che prevede la collaborazione di più artisti: uno di essi comincia l'operazione tracciando un disegno, una figura, che deve essere ignorata dagli altri, poi il foglio deve essere passato a tutti i partecipanti, uno per uno, i quali a loro volta faranno una figura, e così via. Il surrealismo ha tre tematiche principali:
ð     amore, inteso come fulcro della vita
ð     sogno e follia, considerati i mezzi per superare la razionalità

L’artista surrealista rivolge lo sguardo verso l’interno di sé, scoprendo le immagini dei suoi desideri ma anche delle sue angosce. Il Surrealismo è un gioco di accostamenti di forme e di ricerca di nuove tecniche che permettono di costruire passo dopo passo immagini significative. Le direzioni percorse parallelamente dal movimento surrealista sono due:
ð     Quella seguita da Max Ernst, che si affida al segno automatico e alle tecniche del colore con cui dà forma alle forze segrete del suo inconscio. Lui utilizza spesso il collage, il frottage (sfregamento) e la pittura automatica (lasciar colare la vernice), che permettono al caso di provocare l’ispirazione. Questa direzione è intrapresa anche da Juan Mirò che con le sue opere ci riporta alla fresca immediatezza e semplicità dell’infanzia.
ð     E quella seguita da René Magritte e Salvator Dalì che realizzano visioni suggestive o allucinate, immagini di sogno con accostamenti imprevedibili. Nelle opere del primo surrealista sono presenti il mistero e la sorpresa.

SALVATOR DALI’
Salvator Dalì è stato pittore, scultore, scultore, cineasta, designer e fotografo spagnolo. Nacque a Figueres, Spagna l’11 maggio 1904. Suo fratello era morto nove mesi prima della sua nascita a causa di una meningite. I genitori continuavano a ripetere a Salvator che lui era la reincarnazione di suo fratello, tanto che lui iniziò a crederci. Nel febbraio del 1921 la madre muore per un tumore al seno, lasciando un vuoto nell’animo di Dalì. Si trasferisce a Madrid, dove si accosta inizialmente al Cubismo e successivamente al Dadaismo. Nel 1926 Dalí viene espulso dall'Accademia in cui studiava, poiché afferma che nessuno in quell'istituto è abbastanza competente per sottoporre ad esame uno come lui. Sempre in quell'anno visita per la prima volta Parigi, dove incontra Pablo Picasso, che lui ammira profondamente. Picasso ha già sentito parlare molto bene di Dalí da Joan Miró. Negli anni successivi, mentre sviluppa un proprio stile, Dalí realizza diverse opere molto influenzate dall'arte di Picasso e di Miró. Nel 1929 incontra la sua musa ispiratrice e futura moglie Gala. Ma il padre non approva il matrimonio e ritiene che la sua vicinanza ai surrealisti abbia un pessimo effetto sul suo senso morale. Nel 1931 Dalí dipinge una delle sue opere più famose, La persistenza della memoria, che presenta la surrealistica immagine di alcuni orologi da taschino diventati flosci e sul punto di liquefarsi. L'interpretazione comune dell'opera è che gli orologi che si sciolgono rappresentano il rifiuto del concetto che il tempo sia qualcosa di rigido o deterministico. Tale idea nell'opera è sostenuta anche da altre immagini, come l'ampio paesaggio dai confini indefiniti e un altro orologio, raffigurato mentre viene divorato dagli insetti. Mentre la maggior parte degli artisti surrealisti tende ad assumere posizioni politiche di sinistra, Dalí si mantiene ambiguo riguardo quello che considera il giusto rapporto tra la politica e l'arte. André Breton, uno dei capofila del surrealismo, lo accusa di difendere il "nuovo" e l"irrazionale" del "fenomeno Hitler", ma Dalí respinge queste affermazioni dicendo: "Non sono un seguace di Hitler né nei fatti né nelle intenzioni". Dalí insiste sul concetto che il surrealismo può esistere anche in un contesto apolitico e si rifiuta di condannare esplicitamente il fascismo. Questo è uno dei fattori che crea dei problemi nei rapporti con i suoi colleghi. Più tardi, sempre nel 1934, Dalí viene sottoposto a un "processo" a seguito del quale viene formalmente espulso dal gruppo dei surrealisti. Come reazione Dalí dice: "Il surrealismo sono io". Dopo un po’ di anni si ritrasferisce in Catalogna. Nel 1968 disegna il logo dei famosi Chupa Chups. Nel 1980 la salute di Dalí riceve un colpo durissimo; la moglie Gala, colpita da una forma lieve di Alzhaimer, probabilmente gli somministra un pericoloso cocktail di medicinali senza che gli fossero prescritti, danneggiandogli il sistema nervoso e provocando la precoce fine delle sue capacità artistiche. All'età di 76 anni Dalí è ridotto a un relitto e la sua mano destra trema in maniera terribile in preda a sintomi molto simili a quelli del morbo di Parkinson. La moglie Gala muore il 10 giugno 1982. Dopo la morte di Gala Dalí perde la maggior parte della sua voglia di vivere. Si lascia deliberatamente disidratare, forse un tentativo di suicidio o forse un tentativo di porsi in uno stato di animazione sospesa, come ha letto che possono fare alcuni microorganismi. Si trasferisce da Figueres al Castello di Púbol, che aveva comprato per Gala e dove lei era poi morta. Nel 1984, in circostanze non del tutto chiare, scoppia un incendio nella sua camera da letto. In ogni caso Dalí viene salvato e ritorna a Figueres. Alcune voci sostengono che Dalí sia stato forzato dai suoi tutori a firmare delle tele vuote che in seguito, anche dopo la sua morte, sono state usate per produrre dei falsi venduti come originali. Il risultato è che i mercanti d'arte tendono a diffidare delle opere attribuite a Dalí e risalenti all'ultimo periodo. Muore il 23 Gennaio 1989 a causa di un attacco di cuore.
LA PERSISTENZA DELLA MEMORIA
La luce, come si può notare, è frontale e genera ombre profonde sulla superficie degli oggetti. I colori, infine, sono accostati in maniera bizzarra nello schema compositivo dell'opera: notiamo, infatti, la presenza di colori sia caldi, che freddi, che scuri. Infatti l'idea che i surrealisti vogliono esprimere è di cancellare tutte le regole fisse che scandiscono la vita di tutti i giorni come ad esempio le regole del tempo scandite dall'orologio: ore di 60 minuti, minuti di 60 secondi... mentre in questo dipinto gli orologi simboleggiano il tempo della memoria e per questo hanno una forma poco definita, quasi sembrano fluidi, per dimostrare l'opposto delle ferree regole del tempo, ossia l'elasticità del tempo della memoria. Non ricordiamo alcune cose fatte poco tempo fa, mentre ricordiamo fatti remoti come se fossero accaduti il giorno prima. L’artista descrive la genesi di questo dipinto inizialmente intitolato “Orologi molli” che rappresenta, in un certo senso, la storia della personalità di Dalí in eterno contrasto tra la dura scorza esterna del proprio ruolo pubblico e sociale e la sensibile “mollezza” della propria fragile interiorità. Questi tre orologi sul punto di sciogliersi al sole - mentre un quarto, ancora chiuso nel suo coperchio dorato, è assaltato da un cumulo di formiche brulicanti - rappresentano l’aspetto psicologico del tempo, il cui trascorrere, nella soggettiva percezione umana, assume una velocità e una connotazione diversa, interna, che segue solo la logica dello stato d’animo e del ricordo. il simbolo caratteristico degli "orologi molli" apparso per la prima volta in La persistenza della memoria si riferisce alla teoria di Einstein che il tempo è relativo e non qualcosa di fisso.

Frida Kahlo


 Frida Kahlo

Frida Kahlo es una de las más grandes artistas mexicanas. Nació en Coyoacán, en México el 6 de julio de 1907. Tuvo tres hermanas y vivió en una casa azul. Su pasión era la politica: ella era una comunista y participió en toda las luchas pacificas.

Cuando tenía cinco años sufrió una enfermedad muy grave llamada polio, Frida sobrevivió, pero una de sus piernas le quedó muy débil, más corta y más delgada que la otra. Su padre era fotógrafo y artista y siempre tuvo una relación muy profunda con Frida. El le habló sobre el arte antiguo de México, sobre su arquitectura y le enseñó a usar la camara.  Todo esto fue básico para el arte que ella haría más adelante. Frida creció durante la revolución mexicana, lo cual influenció no sólo su vida sino su arte. A los dieciocho años, el diecisiete de septiembre de 1925, Frida tuvo un terrible accidente. El autobús en el que viajaba fue arrollado por un tranvía. Ella sufrió la fractura de varios huesos y lesiones graves en su espalda. Después del accidente, Frida tuvo que estar acostada e inmóvil durante muchos meses y es allí donde comenzó a pintar. Ella hizo algunos retrados de sus familiares y de sus amigos, pero sobretodo se pintó a si misma rodeada de las cosas que eran importantes para ella, y de las que le causaban dolor.

Después de la revolución mexicana el nuevo gobierno contrató varios artistas para que pintarn grandes murales en las paredes de los edificios públicos. Ellos pintaron la historia de Mexico para que la gente se sintiera orgullosa de su cultura y de su pasado. Uno de ellos, llamado Diego Rivera se enamoró de Frida y a pesar de ser veinte años mayor que ella, se casaron y viajaron juntos a los Estados. Allí vivieron en varia ciudades donde Diego tenía contratos para pintar murales.

Esa época fue muy difícil para Frida, quedó embarazada y perdió varias veces a sus bebés, ella quería regresar a su patria y Diego no. Luego decidió regresar y estuvo separada de él por algún tiempo, pero finalmente volvieron a estar juntos.
Para ese momento el trabajo de ella se había vuelto tan famoso como el de su esposo. Frida pintaba sus sentimientos, sus emociones y su dolor y para ello utilizó el colorido y las figuras tradicionales de su país y las imágenes religiosas del arte popular mexicano. Algunas veces su arte ha sido catalogado como surrealista, es decir, que viene de los sueños, pero como ella misma afirmò: “Los críticos de arte creen que yo soy surrealista, pero no es cierto, no lo soy: yo nunca he pintado lo que sueño. Yo pinto mi propia realidad.”

Tuvo un final muy triste y doloroso, el dolor se apoderó de ella impidiendole hacer una vida normal y un año antes de morir tuvieron que amputarle una pierna y luego murió el 13 julio 1954, en su casa azul.

Coppa del mondo di Rugby 1995


Coppa del Mondo di Rugby 1995
La Coppa del Mondo di rugby è la massima competizione internazionale di rugby a 15 per squadre nazionali maschili. Istituita nel 1985, vide la sua prima edizione nel 1987 con la Nuova Zelanda come vincitrice. Da allora la sua fase finale si svolge ogni quattro anni.
Nel 1995 a Johannesburg, si svolge la prima Coppa del Mondo di Rugby in Sud Africa. Da circa un anno il presidente della Repubblica Sud Africana è Nelson Mandela. La sua voglia di far vivere un paese e una popolazione, di farlo uscire dalla centenaria condizione di apartheid e discriminazione, viene aiutata da questo evento sportivo. Il rugby sudafricano era, allora, lo sport esclusivo dei bianchi sudafricani. Il grande Nelson Mandela con intuito e intelligenza politica decide di convocare il leader degli Springboks (la squadra sudafricana) Francois Peinaar, un afrikaner. Dal loro incontro nasce subito la sintonia, due leader che inseguono uno stesso fine, anche se Pienaar viene da una famiglia di africaner convinta che una completa integrazione possa solo creare problemi. Il Rugby è uno degli sport più adatti allo scopo di Mandela. La lealtà, la fratellanza e il rispetto che regolano questo sport sono i principi e gli ideali che un paese intero desidera e insegue da molto tempo ormai. Basti pensare che in questo sport la palla non viene mai passata in avanti ma sempre lateralmente o indietro, per dare un "vantaggio" agli avversari: si proprio così, dare un vantaggio agli avversari avanzando tutti insieme, una squadra compatta contro l'avversario compatto dalla parte opposta. Perché bisogna vincere o perdere ma combattendo lealmente. Dimostrazione è anche il famoso terzo tempo, consuetudine ed esclusiva di questo sport: gli avversari s’incontrano per una birra e una chiacchierata sulla partita e sulla vita. Si vince e perde ma sempre con onore e dignità. Credo che questa tradizione faccia capire agli spettatori che ciò che conta non è solo vincere, ma divertirsi, e rispettare gli avversari, sia che siano loro i perdenti che siano i vincenti.
Il Mondiale ha inizio e gli avversari più temuti sono i mitici All Blacks, Neozelandesi. Gli Springboks riescono a vincere una partita dopo l'altra fino ad arrivare alla, forse, inaspettata finale, proprio contro gli All Blacks. Il capitano Pienaar racconta di una notte nervosa e piena di ansia di tutti i giocatori e il suo compito di capitano riesce sempre più complesso a questo piccolo ma grande uomo. Il giorno dopo viene in suo aiuto il migliore dei suoi alleati, Nelson Mandela. Il grande presidente che insieme a Pienaar vuole vincere il mondiale non per la coppa in sé, ma per ciò che rappresenta per il Sud Africa in quel momento la mitica squadra degli Springboks. Mandela si presenta vestito della divisa degli Springboks e questo stupisce Pienaar che si aspettava un politico in giacca e cravatta e il classico vuoto discorso di incoraggiamento. Ma Mandela parla con gli occhi, con i suoi modi da uomo e non da politico: "Grazie e buona fortuna", furono le uniche parole di Mandela alla squadra e a Pienaar. Andando via riesce a stupire e a caricare ancora di più il capitano degli Springboks che nota il numero della maglia indossata da Mandela, il numero sei. Pienaar indossa proprio la maglia numero sei e si rende conto che il primo e più grande suo tifoso era quell'uomo ormai avanti con gli anni, che con un solo gesto e una sola parola riesce a dare a tutti la forza per trovare la giusta concentrazione e vincere nella finale dei Mondiali di Rugby sudafricani la squadra più forte del momento, gli All Blacks.